16 Febbraio 2026
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Non esiste tavola, aperitivo o momento di convivialità in Puglia che non sia accompagnato dal “crac” inconfondibile di un tarallo. Ma questo piccolo anello d’oro non è solo uno snack: è un pezzo di storia che parla di accoglienza e di ingegno rurale.
La storia dei taralli pugliesi è intessuta di miti e tradizioni che si tramandano da secoli. Oggi, nel laboratorio del Panificio Adriatico, Beppe Concordia custodisce questa eredità, trasformando acqua, farina e olio in un racconto commestibile che ha conquistato il riconoscimento del Gambero Rosso.
Molti si chiedono: quando sono nati i taralli? Sebbene non esista una data precisa, le prime tracce risalgono al 1400. In un’epoca di grande carestia, la leggenda narra che la necessità aguzzò l’ingegno dei fornai e delle massaie pugliesi.
L’origine dei taralli è legata alla cultura del “non si butta nulla”. Con i resti dell’impasto del pane, l’aggiunta di un po’ di vino bianco e dell’olio extravergine d’oliva delle nostre terre, nacque un prodotto capace di conservarsi a lungo, ideale per i contadini che passavano intere giornate nei campi. Da cibo povero di sussistenza, il tarallo è diventato negli anni il re della gastronomia pugliese.
Come ogni eccellenza italiana, anche il tarallo ha il suo mito. La leggenda dei taralli più amata narra di una madre poverissima che, non sapendo come sfamare i propri figli, raccolse gli ultimi rimasugli della sua dispensa: un po’ di farina, un goccio d’olio, del vino bianco e un pizzico di sale.
Diede a quell’impasto la forma di piccoli anelli, simboli di unione e infinito, e li infornò. Il risultato fu così straordinario che il profumo attirò l’intero vicinato. Quel gesto d’amore materno è lo stesso spirito che ritroviamo oggi nella produzione artigianale, dove la cura del dettaglio supera la logica industriale.
Cosa rende il tarallo del Panificio Adriatico diverso da tutti gli altri? La fedeltà alla ricetta antica. Il vero segreto risiede nella “scaldatura”: prima di essere infornati, i taralli vengono bolliti velocemente in acqua. Questo passaggio garantisce quella friabilità inconfondibile e quella superficie lucida che solo un processo manuale e lento può regalare.
Utilizzando la semola rimacinata biologica, Beppe Concordia eleva questa tradizione, rendendo il tarallo non solo un piacere per il palato, ma un prodotto digeribile e sano.
Ogni volta che assaggi un tarallo di Beppe Concordia, non stai solo consumando un prodotto da forno: stai partecipando a un rito che dura da secoli. È il sapore della Puglia autentica, quella che non accetta scorciatoie e che celebra la qualità della terra.
Hai voglia di riscoprire il gusto della leggenda? Passa a trovarci in via De Giosa a Bari.
Sono originari della Puglia e delle regioni limitrofe, nati come soluzione creativa per utilizzare i ritagli dell’impasto del pane nelle famiglie contadine del XV secolo.
Le prime testimonianze documentate risalgono al tardo Medioevo, consolidandosi come prodotto tipico della tradizione meridionale tra il ‘400 e il ‘700.
Sì, se consumati con moderazione. I taralli artigianali del Panificio Adriatico, fatti con olio EVO e farine bio, sono un’alternativa molto più sana agli snack industriali ricchi di grassi idrogenati e conservanti.
Tradizionalmente si accompagnano a un bicchiere di vino rosso pugliese, ma sono eccellenti anche con sott’oli e formaggi locali.
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